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LA SOLITUDINE DI UN MISSIONARIO

Non sempre ci si rende conto della solitudine di un missionario, si da tutto per scontato, come se tutti possono avere problemi esistenziali nella vita, ma, non il missionario!

Bisogna essere sempre pronti e disponibili ad ogni richiesta, ad ogni problema, pronti a intervenire cercando di dare il massimo di sé stessi. Quante volte anche un missionario sente il bisogno di un conforto, di un consiglio, di una presenza amica. Ve lo siete mai chiesti? Ci avete pensato almeno una volta?

Quante volte un semplice messaggio o una telefonata rallegra il cuore, dopo una giornata di incomprensioni, di fraintendimenti, di corse cercando di non dire mai a nessuno un no. Quante volte ci si domanda sul senso di essere missionario per gli altri!

Eppure anche il missionario ha un cuore, dei sentimenti, ricordi che gli rallegrano il cuore e nostalgie, dove a volte la solitudine della sera si fa sentire più forte rispetto ad altri giorni. Tutto è dovuto agli altri! A lui non è concesso niente, non è concesso lamentarsi, di sentirsi male, di fare un richiamo, di dire come la pensa, lui no!

Non deve e non può, rischiando di perdere ciò che in fondo all'animo, ha già perso. Che cosa? Il suo tempo. Il suo tempo che dedica agli altri.

Quanta solitudine si costruisce attorno ad un missionario, tra giudizi e pregiudizi, quanti rancori per fraintendimenti, quanti commenti costruiti sul sentito dire o sul vedere ciò che si vuol vedere. Ma quando andrete più in profondità?

Quanta solitudine appesantisce il bagaglio di un missionario, spesso non capito, additato come la cenerentola del paese, come colui che ha sempre torto e gli altri sempre ragione.

Eppure come ogni giorno, ricomincia la sua giornata cercando di vedere sempre il bello degli altri, di giustificare i bisogni degli altri, rimediando come se le mancanze degli altri, fossero le sue colpe.

Ogni giorno la sua giornata ricomincia, pensando al buono degli altri, sapendo che molti si aspettano da te! (Missionario), risposte, bisogni e certezze che aiutino la vita degli altri.

Quanta ingratitudine del mondo porta il missionario alla solitudine, quanta sfiducia, spezza i tanti dialoghi intrapresi, quanta fiducia riposta, rivelano rapporti instabili, e poco fraterni, dove alla fine della giornata, nessuno si ricordi della persona del missionario.

Ma lui si pone sul letto si fa il segno della croce, prega e s’addormenta sereno.

Domani sarà un altro giorno... e sarà magnifico.

— Rino Senatore

LA SOLITUDINE DI UN MISSIONARIO

Rino Senatore
LA SOLITUDINE DI UN MISSIONARIO